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Le-facceLe facce della Storia: costruzione, distruzione, ricostruzione nel periodo della seconda guerra mondiale. È questo il titolo del percorso, riservato alle scuole primarie, introdotto tra le nuove proposte didattiche  per l’anno scolastico che sta ormai per finire. Un laboratorio intenso e mirato che richiede, ed ha richiesto, un impegno di sette ore per classe, come per le sette classi che lo hanno sperimentato tra aprile e maggio.

Le facce della storia è un laboratorio volto alla conoscenza della storia della città industriale a partire dalle sue origini, per arrivare ad approfondire fatti ed eventi accaduti nel contesto della seconda guerra mondiale. Un’occasione per parlare della guerra a livello locale ma anche a livello mondiale; un momento per riflettere sugli accadimenti, sulle conseguenze di guerra e sulle condizioni che hanno stravolto stili di vita, ritmi e modalità di lavoro.

Per affrontare e cogliere i contenuti del tema gli studenti hanno potuto lavorare ed osservare documenti dell’archivio TenarisDalmine quali: progetti dei rifugi antiaerei, fotografie degli edifici della città industriale (inclusa la fabbrica) prima e dopo l’evento del bombardamento, planimetrie della fabbrica e della città che riportano graficamente  i danni subiti da entrambe durante l’incursione aerea del 6 luglio del 1944 e ancora, stralci di filmati girati all’epoca per documentare i fatti accaduti (incluso il lavoro della successiva ricostruzione) e infine l’intervista alla signora Maria Elisa Corti, testimonianza orale di una donna che ha vissuto dall’interno dell’industria il bombardamento.

Tanti i materiali proposti: alcuni di immediata comprensione, altri hanno richiesto un impegno maggiore. Tutti comunque necessari per la raccolta di dati e informazioni preziose che gli studenti hanno saputo cogliere e mettere in relazione tra loro facendo un lavoro di discussione e condivisione per avere di conseguenza una visione d’insieme degli eventi, della storia.

Parte della documentazione utilizzata durante l’approfondimento storico è stata riutilizzata dagli studenti per visitare con maggiore consapevolezza i luoghi della città di Dalmine e per rinarrare la storia appresa con una modalità creativa che prevede l’utilizzo di uno strumento innovativo: il cubo fotografico.