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Martedì 30 settembre 2014 | ore 16.30, Fondazione Dalmine, via Vittorio Veneto Dalmine

Comprendere l’industria attraverso lo sguardo degli scrittori.

Con i suoi caratteristici luoghi, macchine, processi, prodotti, persone, l’industria ha segnato la vita e la cultura del Novecento. Fin dagli albori dell’industrializzazione, con forme e generi più vari, gli scrittori hanno vissuto, descritto, interpretato, rappresentato, immaginato – e spesso mitizzato – questo mondo e le sue rapide trasformazioni.

E’ per domani, sempre in Fondazione Dalmine, il secondo appuntamento per parlare del binomio Letteratura e Industria. L’incontro rientra nel ricco calendario di attività formative rivolte a docenti e operatori culturali promosso da Fondazione Dalmine per questo autunno

Nell’età industriale si è venuto creando un complesso quadro di racconti condivisi anche attraverso la letteratura, il cinema, le arti. Tra i miti propri della cultura industriale alcuni riguardano appunto la presenza sociale della tecnologia e della produzione: il mito del “prima” che corrisponde al sogno prima ruralista poi ecologista di una sorta di età aurea perduta; il mito dell’industria come fondamento della società, in forma spesso utopica; quello dell’innovazione tecnologica, legato alla figura dell’inventore come anche al succedersi di alcuni modelli di produzione e di efficienza; infine, trasversale alle ideologie, c’è l’idealizzazione della figura del produttore.

Per spiegare tutti questi aspetti, presentare spunti e riflessioni, stimolando il pubblico di docenti, operatori culturali, ma anche di lettori e amanti dei libri, ci sarà Peppino Ortoleva, docente di storia dei media e studioso di comunicazione.

Su richiesta sarà rilasciata un attestato di partecipazione.