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Riprendono oggi le attività con le due classi 4AIN e 5ES degli istituti Marconi e Einaudi di Dalmine che aderiscono al progetto Raccontare la città industriale. Obiettivo del loro lavoro la stesura della sceneggiatura di un breve filmato incentrato sulle persone che hanno vissuto a Dalmine durante i difficili anni della seconda guerra mondiale e della Ricostruzione.

DSCN3876Prima di dedicarsi alla stesura del copione e alle riprese dovranno però prendere confidenza con il mondo del racconto e del linguaggio cinematografico. E per farlo sono stati guidati dagli operatori di Lab80 film.

Saper raccontare è come saper cucinare: reperire gli ingredienti è facile, il difficile arriva quando questi devono essere mondati, tagliati, preparati, amalgamati e infine cotti.

E’ questa l’immagine, tratta da una pièce di Ascanio Celestini, che ha dato il via al nostro viaggio all’interno del mondo del cinema.

Altri spunti di analisi e riflessione sono arrivati dal trailer del nuovo documentario di Errol Morris sull’ex-segretario alla difesa degli Stati Uniti d’America (The Unknown Known: The Life and Times of Donald Rumsfeld, 2013): punti di ripresa, tecniche di montaggio, coperture e tanto altro ancora. (Guarda il trailer: The unknown known – Trailer)

La migliore lezione di cinema è poi arrivata da una scena del film “Gli ultimi fuochi” di Elia Kazan (The Last Tycoon, 1976), tratto dall’omonimo romanzo di Francis Scott Fitzgerald. In questa scena un giovane Robert De Niro, famoso produttore cinematografico, spiega ad uno scrittore la differenza che esiste tra narrazione tradizionale e narrazione cinematografica.

“…E il nichelino a che serviva?” “Lo scellino serve a fare cinema”: questa battuta è la risposta a tutto, il segreto sta nella capacità di catturare l’attenzione con dettagli, ripetizioni, giochi di sguardi, il tutto per creare suspance e portare lo spettatore a chiedere “Che succede poi?”. (Guarda la scena: Gli ultimi fuochi – La scena del nichelino)

DSCN3879Una volta presentate tecniche e linguaggi, i ragazzi hanno analizzato la struttura più diffusa di evoluzione di vicende e personaggi e come esempio hanno pensato a film come “Avatar” e “The wrestler”: presentazione dei personaggi e della situazione nel primo atto, rottura dell’equilibrio e climax nel secondo, per chiudere infine con il risolvimento del conflitto.

Da domani i ragazzi cominceranno a prendere confidenza con i documenti legati a Dalmine e a pensare ai personaggi da sviluppare.

Diamo loro appuntamento in Fondazione Dalmine per il 7 marzo, quando avranno occasione di incontrare gli operatori della Fondazione ISEC di Sesto San Giovanni per affrontare con loro i temi della guerra, della Resistenza e della Ricostruzione.